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 Accordi di pace

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Eleinad

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MessaggioTitolo: Accordi di pace   Gio 30 Ago 2012, 04:27

Eleinad ha scritto:
Citazione :
TRATTATO DI PACE TRA LA REPUBBLICA DI GENOVA, IL DUCATO DI MILANO, IL DUCATO DI MODENA E LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA

I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia intendono porre fine alle ostilità, tramite questo trattato di pace, riportando lo stato delle cose alla situazione pre-bellica, col fermo proposito di una pace che possa poi continuare per il futuro.
I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena sono altresì concordi nel sottolineare che l'entrata nel conflitto della Serenissima Repubblica di Venezia è stato l'adempiersi in toto con onore e lealtà di un trattato di alleanza precedentemente stipulato con Modena.
A tale proposito, i Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia, concordano che la guerra non è lo strumento più idoneo per risolvere le controversie tra i popoli.


Articolo I
1. Gli eserciti e i soldati della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia faranno ritorno alle loro rispettive terre.
2. Eventuali autorizzazioni a sostare su un territorio dei Ducati e delle Repubbliche coinvolte possono essere accordati dai rispettivi Governi.


Articolo II
1. La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e Serenissima Repubblica di Venezia si impegnano a restituire eventuali nodi, miniere o città occupate secondo i confini precedenti al conflitto.
2. Il nodo tra le città di La Spezia e Massa viene riconosciuto appartenente alla Repubblica di Genova.
3. Il nodo a Sud-Est immediatamente sotto Fornovo è riconosciuto come proprietà del Ducato di Modena.
4. Il nodo fra le città di Parma e Guastalla è riconosciuto come proprietà del Ducato di Milano.


Articolo III
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, la Repubblica di Genova e il Ducato di Modena si impegnano a consentire lo stazionamento di un solo esercito nazionale rispettivamente a La Spezia e a Massa.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Doge Tancredi Kratos d'Altavilla e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, dentro le mura di La Spezia e di Massa.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi della Repubblica di Genova e del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e al Ducato di Modena/Repubblica di Genova.
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore.


Articolo IV
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, il Ducato di Milano e il Ducato di Modena si impegnano a lasciare libero il nodo tra Parma e Guastalla, mentre Il nodo sotto Fornovo verrà presidiato e tenuto pulito dai briganti, da una forza congiunta Milano-Modena.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Duca Markus GianMaria Casanova e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, fuori dalle mura di Parma e di Guastalla.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi del Ducato di Milano del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e ai Ducati di Milano/Modena
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore


Articolo V
La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e la Serenissima Repubblica di Venezia dichiarano la loro disponibilità a discutere trattati, accordi e convenzioni che possano rafforzare la collaborazione tra gli stessi.


Articolo VI
1. Il Ducato di Milano si impegna a restituire al Ducato di Modena quanto guadagnato dall’occupazione della miniera modenese durante il conflitto. La cifra da restituire, concordata tra i rappresentanti economici del Ducato di Milano e del Ducato di Modena, è pari a:
- 17.000 ducati
- 190 kg di ferro
- 300 quintali di pietra..
2. Tale cifra terrà conto delle operazioni manutentive effettuate dal Ducato di Milano per riportare tale miniera in condizioni ottimali di utilizzo affinché il Popolo Modenese non venisse danneggiato oltremodo continuando a lavorare in essa e a percepire un salario.
3. Qualora il Ducato di Modena lo ritenesse necessario, tale cifra potrà essere convertita, per intero o per una sua parte, nel suo equivalente in merci.
4. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante dell’avvenuta restituzione.


Articolo VII
1. La Repubblica di Genova accetta di prestare il suo aiuto al Ducato di Modena e alla Serenissima Repubblica di Venezia attraverso scambi commerciali a prezzi favorevoli per le seconde concordati tra gli Sceriffi delle parti coinvolte.
2. Si prevede, pertanto, da parte della Repubblica di Genova, un rimborso commerciale riguardante l'acquisto di:
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 5 ducati
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 4 ducati
dal Ducato di Modena
3. Inoltre è prevista la firma di un trattato commerciale le cui merci e i prezzi verranno discussi dai rispettivi Ministri del Commercio con l’avvallo del Doge della Repubblica di Genova e della Duchessa di Modena.
A tale accordo si è giunti per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto.
4. Il Ducato di Milano e il Ducato di Modena, per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto, accettano di firmare, in secondo momento, un trattato commerciale tra i due Ducati.
5. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante della consegna di tali merci, le quali saranno trasportate da un Ducato/Repubblica all’altro da uomini appartenenti ad essa, da uomini delegati da essa, o da ordini religiosi ad essa facenti riferimento.


Articolo VIII
1. Il Ducato di Modena si impegna a chiudere tutti i processi contro i soldati Genovesi/Milanesi, garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.
2. Il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova si impegnano a ritirare eventuali denunce contro soldati Modenesi/Veneziani garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.


Miriam Serena di Montefetro
Duchessa di Modena
Contessa del Frignano



Doge della Serenissima Repubblica di Venezia
Visconte di Sirmione
Sign Asburgo d'Argovia



Tancredi Kratos d'Altavilla, Barone di Arzeno
Doge della Repubblica di Genova



Markus GianMaria Casanova, detto Skioppo
Duca di Milano
Barone di Caorso



Mons. Alessandro III de Montemayor, detto Giarru
Vicario Reggente del Vescovado di Genova
Nunzio Apostolico
Vice Segretario Apostolico per le terre italiche
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Eleinad

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MessaggioTitolo: Re: Accordi di pace   Gio 30 Ago 2012, 04:28

Quarion ha scritto:
Citazione :
Accordo di pace tra Genova-Milano-Modena-Venezia

A Sua Maestà L'Imperatore
A Sua Eccellenza il Primo Cancelliere Imperiale
Ai Principi e Governanti Imperiali
A tutti regnanti
A tutti i fedeli sudditi Imperiali e non.


Noi, S.E. Mons. Raniero Borgia, detto "Quarion" Barone di Sacile, Vice Primate del CESE, Arcivescovo Metropolita di Pisa, Segretario Apostolico per le terre Italiche, Missus Inquisitionis, in rappresentanza della Santa Chiesa Aristotelica per la Vice Primazia Imperiale Italiana, in armonioso accordo con le Eminenze e Eccellenze riunite in essa chiediamo che sia pace tra i popoli coinvolti in questa dolora guerra.
Siano messe da parte le armi e ritrovate le antiche amicizie e fratellanze, possano di nuovo le genti vivere della serenità da tempo attesa.
Con questo Trattato le nazioni comprendenti: la Superba Repubblica di Genova con a capo il Superbo Doge Sua Grazia Erazmus Cioleck Witelo della Rovere, il Ducato di Milano con a capo Sua Grazia la Duchessa Maria Jolanda Stibbert, il Ducato di Modena con a capo Sua Grazia il Duca Andrea Raffaele Carafa della Spina e la Serenissima Repubblica di Venezia con a capo la Serenissima Doge Sua Grazia Bianca Luce Asburgo d'Argovia si impegnano a mantenere la pace fra i loro paesi, avendo fissato le condizioni nei punti seguenti.



Citazione :

Accordo tra la Repubblica di Genova, il Ducato di Milano

Il Doge di Genova Erazmus Ciolek Witelo della Rovere per conto del popolo della sua Repubblica si impegna con il Ducato di Milano ad onorare i seguenti punti:

1. rientro nelle giurisidizioni imperiali (di fatto già avvenuto);

2. un armata milanese, rimarrà sul territorio ligure e collaborerà col governo del Doge democraticamente eletto per la gestione dei permessi di transito sino a quando il Doge stesso lo riterrà necessario: le spese del mantenimento di detto esercito saranno a carico di Genova (rancio);

3. le armate di Tanci, Swantz (qualora ancora aperta) dovranno essere sciolte alla firma del presente atto. In accordo con le Isituzioni Imperiali, il comandante pro tempore del Castello e l'attuale Consiglio dovranno dimettersi e lasciare il posto al consiglio regolarmente eletto. Parimenti, anche l'attuale sindaco dovrà lasciare il suo incarico e tutti insieme con i non residenti a Genova dovranno uscire subito dalla capitale. La Chiesa Aristotelica e i rappresentanti imperiali vigileranno sul rispetto di questo punto;

4. risarcimento al ducato di Milano di di 50 mila ducati entro 12 mesi dalla firma di questo documento mediante firma di trattati commerciali per l'estinzione dello stesso: in ogni caso se Genova ne avrà la possibilità economica si impegna a saldare il debito anticipando per quanto possibile la scadenza.

5. firma di trattati di non aggressione e cooperazione giudiziaria con il ducato di Milano: nel primo la Repubblica di Genova esplicitamente dichiarerà di rinunciare a qualsiasi tentativo di assalto pilotato verso città e istituzioni milanesi da parte di cittadini genovesi;

6. firma di un trattato d'usufrutto che garantisce al Ducato di Milano l'utilizzo di una banchina nel porto di Savona ed una in quello di La Spezia, tale accordo non potrà essere annullato senza il volere di Milano prima di un anno dalla firma: nel contempo Genova quale agreement sul comodato potrà acquistare dal ducato di Milano legna al prezzo di 4,20 ducati al pezzo, per tutta la durata dell'accordo;

7. verrà concessa la libera circolazione ai cittadini milanesi con destinazione Savona e La Spezia per l'utilizzo delle navi: in tempo di legge marziale a salvaguardia dell'incolumità dei milanesi, sarà comunque doveroso che questi postino almeno un avviso di arrivo nelle città summenzionate nell'aposito forum "Dogana di Genova" presente sul forum 2: nel caso di inadempienza, non potrà essere richiesto da chicchessia alcun rimborso in caso di scontro con eserciti genovesi;

8. nessun processo verrà aperto a carico dei soldati milanesi e verranno riaperti i canali diplomatici fra Milano e Genova, per accordi futuri, non riguardanti il trattato di pace.

In cambio del rispetto di questi otto punti la Duchessa di Milano, dichiara di non aver più nulla da avere dalla Repubblica di Genova e dichiara altresì la definitiva cessazione delle ostilità e della guerra.


Genova, V° Giorno del V° Mese, Anno del Signore 1458

Maria Jolanda Stibbert
Duchessa di Milano
Baronessa di Bellusco




Erazmus Cioleck Witelo della Rovere
Doge della Superba Repubblica di Genova





Citazione :

A S.E.
Erazmus Cioleck Witelo della Rovere
Doge della Superba Repubblica di Genova

In merito alla questione miniere, siamo sicuramente disponibili a verificare cosa possa essere accaduto.
Giornalmente i costi non vi vengono addebitati, pertanto non dovrebbero essere addebitati neppure settimanalmente, quindi sono perplessa sulla risposta dei Cancellieri Imperiali [Amministratori].
Inoltre come tutti sanno, gli stipendi vengono pagati da chi detiene il possesso della miniera.
Il mio sceriffo, sarà comunque a disposizione per eventuali controlli.

Maria Jolanda Stibbert




Citazione :


Accordo tra la Repubblica di Genova, il Ducato di Modena e la Repubblica di Venezia

La Repubblica di Genova si impegna con il Ducato di Modena e la Repubblica di Venezia ad onorare i seguenti punti:

1. risarcimento di 24 mila ducati entro 12 mesi dalla firma. Nel conteggio si è tenuto conto del prolungarsi della guerra e dello sfruttamento della miniera genovese. Tale risarcimento sarà da erogarsi mediante accordi commerciali.
Risarcimento di 5 mila ducati, per la mobilitazione iniziale a Venezia entro 6 mesi dalla firma. In ogni caso se Genova ne avrà la possibilità economica si impegna a saldare il debito anticipando per quanto possibile la scadenza.


2. la Repubblica di Genova si impegna a firmare diversi trattati, ed in particolare con Modena:
- trattato commerciale speciale di rimborso di spese di mobilitazione;
- trattato di non aggressione;
- trattato di cooperazione giudiziaria;
- trattato sugli ambasciatori;
con Venezia:
- trattato commerciale speciale di rimborso di spese di mobilitazione;
- trattato sulla cooperazione giudiziaria;
- trattato di non aggressione.

3. ripristino dei trattati esistenti, riapertura diplomatica con possibilità di ulteriori accordi commerciali non legati alla pace;

4. le armate di Tanci e Swantz (qualora ancora aperta) dovranno essere sciolte alla firma del presente atto. Il Comandante pro tempore del Castello con tutto l'attuale consiglio dovranno dimettersi immediatamente. Anche l'attuale sindaco dovrà lasciare il suo incarico e tutti insieme con i non residenti a Genova dovranno uscire subito dalla capitale. La Chiesa Aristotelica e i rappresentanti imperiali vigileranno sul rispetto di questo punto;

5. rientro delle armate modenesi nei territori di appartenenza: queste dovranno cominciare i movimenti di ritirata entro i propri confini nelle 24 ore dalla firma del documento salvo deroga da parte del Doge di Genova;

6. rientro nello SRING e accettazione di tutte le Istituzioni Imperiali incluso il Collegio Araldico Imperiale Italofono .

7. Genova si impegna già da ora ad inserire nel trattato di non aggressione di cui al punto 2 la esplicita rinuncia a qualsiasi tentativo di assalto pilotato verso città e istituzioni modenesi e veneziane da parte di cittadini Genovesi.

8. Garanzia di lasciapassare e chiusura di processi aperti a modenesi o veneziani relativi a questa guerra o che siano rimasti fuori esercito in quanto feriti o morti a causa di scontri tra eserciti.

In cambio del rispetto di questi otto punti il Ducato di Modena dichiara di non aver più nulla da avere dalla Repubblica di Genova e dichiarano altresì la definitiva cessazione delle ostilità e della guerra.

Genova, V° Giorno del V° Mese, Anno del Signore 1458

Andrea Raffaele Carafa della Spina
Duca di Modena
Conte di Correggio




Bianca Luce Asburgo d'Argovia
Doge della Serenissima repubblica di Venezia
Contessa di Bassano




Erazmus Cioleck Witelo della Rovere
Doge della Superba Repubblica di Genova







Citazione :

A S.E.
Erazmus Cioleck Witelo della Rovere
Doge della Superba Repubblica di Genova

In merito alla questione miniere, siamo sicuramente disponibili a verificare cosa possa essere accaduto.
Sono abbastanza sicuro che i miei consiglieri abbiano calcolato perfettamente i costi realtivi, ma siccome, sebben illuminati, siamo solo uomini, e come tali perfettibili, sono disponibile ad un ricalcolo, sperando ovviamente che ove dovesse uscirne una cifra superiore la stessa sia parimenti accettata.
Il mio sceriffo, il mio sergente, il mio Mdm ed il mio Tm saranno comunque a disposizione per eventuali conteggi.

Andrea Raffaele Carafa della Spina




A Genova chiediamo altresì un impegno a non considerare più ostili tutte le azioni compiute in seguito alla guerra, per altro sostenute dall'alleanza Imperiale, quindi a non perseguitare chiunque abbia avuto un ruolo in quelle vicende.
Se il Doge attuale o un suo successore compirà azioni contro anche uno solo di coloro che hanno partecipato all'assalto di Genova e del suo Castello verrà scomunicato e considerato nemico dell'impero e della Chiesa.
Sono da escludersi chiaramente le violazioni alle leggi genovesi non riconducibili ad azioni di guerra.
Coloro che non rispetteranno in tutto e per tutto quanto scritto precedentemente saranno condannati severamente dalla Santa Chiesa Aristotelica, dannandosi alle fiamme infernali per l'eternità.
Onta e disonore ricadranno sui violatori di questa pace, tutto il mondo conoscerà quanto avranno compiuto, e tutto il mondo ne sarà indignato.


Scritto e ratificato a Palazzo Imperiale Italiano, il Decimo giorno del mese di maggio dell'Anno di Grazia MCDLVIII

In fede i firmatari.

S.E. Mons. Raniero Borgia detto "Quarion"
Vice Primate del CESE
Arcivescovo Metropolita di Pisa
Segretario Apostolico per le terre Italiche
Missus Inquisitionis




Erazmus Cioleck Witelo della Rovere
Doge della Superba Repubblica di Genova




Maria Jolanda Stibbert
Duchessa di Milano
Baronessa di Bellusco




Andrea Raffaele Carafa della Spina
Duca di Modena
Conte di Correggio




Bianca Luce Asburgo d'Argovia
Doge della Serenissima repubblica di Venezia
Contessa di Bassano



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