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Wuendalina

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MessaggioTitolo: Modena   Sab 06 Set 2008, 00:33

Citazione :
Trattato di cooperazione giudiziaria tra il Ducato di Milano e il Ducato di Modena.

Nella loro grande saggezza, KleeOtr, Duca di Milano e Sciamano, Duca di Modena, hanno chiesto di mettere per iscritto il presente trattato di cooperazione giudiziaria che vincoli i popoli del ducato di Milano e del Ducato di Modena, con l'intento di instaurare e preservare una duratura amicizia

Articolo I - del principio di cooperazione
Ogni individuo che abbia commesso un'offesa o un crimine nei confronti della legge e delle regole vigenti nel territorio di uno dei due contraenti dovrà, su domanda, essere ricercato e preso dopodiché, con decisione fatta di comune accordo, estradato oppure messo a giudizio dalle autorità giudiziarie sul territorio del quale l'individuo è stato arrestato.

Articolo II - dell'applicazione del diritto del ricorrente
Il comune accordo prevede una piena e fattiva cooperazione tra procuratori e giudici dei due paesi in modo che l'accusato riceva lo stesso giudizio che avrebbe ricevuto nel caso non fosse fuggito alla giustizia del contraente ricorrente (sul territorio del quale ha avuto luogo l'infrazione), essendo il giudizio svolto per e da delegazione del contraente che ha emesso la richiesta.

Articolo III - della procedura di giudizio
Il procuratore del ricorrente redige l'atto d'accusa premurandosi di fare apparire le leggi o abitudini sui quali l'atto si basa. Lo trasmette al suo omologo insieme alle prove in suo possesso a carico dell'imputato.

Il giudice del richiedente deve ricevere i dettagli del processo.

Il giudice richiedente redigerà la sentenza premurandosi di fare apparire le leggi o abitudini del ricorrente sui quali l'atto si basa. Egli lo trasmetterà al suo omologo, il quale giustificherà la sua sentenza sulla base del giudizio espresso dal giudice del richiedente.

Articolo IV - della cooperazione dei Prefetti e dei corsi di giustizia
I membri della prefettura, della giustizia e delle alte parti contraenti (Prefetti, Capitani, Sergenti, Giudici, Cancellieri, Procuratori) si impegnano a collaborare attivamente affinché le leggi dei due paesi siano rispettate, in particolare

- condividendo le loro informazioni sugli individui o gruppi di individui identificati come potenzialmente pericolosi;

- Facendo rispettare la giustizia quando un'offesa o crimine sia stata commessa e l'accusato sia sul territorio di uno dei due contraenti. La procedura prevede l'emissione di un avviso di ricerca, che è una richiesta destinata a procedere all'indagine, all'arresto, alla messa sotto accusa ed al giudizio della persona accusata.

Articolo V - della richiesta

Emessa da un funzionario del contraente, è formulata come segue:

Citazione :
Ducato/Contea di _________

Natura della richiesta: Avviso di ricerca

Emittente (nome, funzione):

Data:

Individui accusati (nomi):

Descrizione dell'offesa/crimine o del pericolo:

Localizzazione dell'offesa/crimine ed di o degli individui:

Articoli di legge sui quali si basa la richiesta: (soltanto in caso di parere di ricerca)


Articolo VI - delle disposizioni allegate
Le modalità allegate, in particolare quelle relative ai diritti degli accusati saranno discusse dai giudici, procuratori e Prefetti dei contraenti. I cancellieri dei contraenti procederanno all'archiviazione dei processi.

Articolo VII - degli inadempimenti al trattato
In tempo di pace come in guerra, qualsiasi inadempimento al presente trattato o annullamento di quest'ultimo da diritto ad una compensazione economica per la parte danneggiata da parte della parte colpevole. Il trattato verrà considerato sospeso tra le parti finché tale compensazione non sarà effettuata.

Articolo VIII - della modifica del trattato
Per consenso reciproco, la riscrittura del trattato può essere effettuata nella sua integrità o parzialmente.

Articolo IX - dell'entrata in vigore del trattato
l presente trattato entra in vigore senza limiti di tempo dopo la ratifica delle parti contraenti, che impegna le loro terre ed i loro popoli.
Reati avvenuti prima della ratifica di questo accordo non possono essere inclusi nella normale gestione imposta da questo trattato e verranno gestiti come casi particolari.

Firmato all'Ambasciata del Ducato di Modena a Milano il 4 gennaio 1456
In nome del Ducato di Modena:
Giordano Sciamano Borromeo, Duca di Modena
Dirk Cornelio Laban di Foscari Widmann, detto Dircolab, Gran Ciambellano del Ducato di Modena


In nome del Ducato di Milano:
KleeOtr, Duca del Ducato di Milano
Domenico Foscari, detto Arlecchino, Visconte dell'Ossola Inferiore e Gran Ciambellano del Ducato di Milano

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Wuendalina

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MessaggioTitolo: Re: Modena   Gio 11 Set 2008, 21:47

TRATTATO NULLO, SOSTITUITO DA UN NUOVO ACCORDO DATATO 11 MAGGIO 1458
Citazione :

TRATTATO RIGUARDANTE LO STATUTO DEGLI AMBASCIATORI DI MILANO E MODENA

Articolo primo

L'ambasciata del Ducato di Milano a Modena è considerata territorio sovrano del Ducato di Milano.
L'ambasciata del Ducato di Modena a Milano è considerata territorio sovrano del Ducato di Modena.

Articolo secondo

2.1
L'ambasciatore di Milano dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente al Ducato di Modena.
L'ambasciatore di Modena dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente al Ducato di Milano.

2.2
In caso di accertamento di un grave errore dell'ambasciatore di Milano nel Ducato di Modena, il Principe del Ducato di Milano può decidere di togliere la suddetta immunità, in modo che il colpevole possa essere incriminato e condannato.
In caso di accertamento di un grave errore dell'ambasciatore di Modena a Milano, il Principe del Ducato di Modena può decidere di togliere la suddetta immunità, in modo che il colpevole possa essere incriminato e condannato.

Articolo terzo

In caso di necessità imminente, il Principe del Ducato di Milano può esigere la partenza dell'ambasciata di Modena. L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Milano.
In caso di necessità imminente, il Principe del Ducato di Modena può esigere la partenza dell'ambasciata di Milano. L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Modena.

Articolo quarto

Il Ducato di Milano autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte dell'ambasciatore di Modena.
Il Ducato di Modena autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte dell'ambasciatore di Milano.

Articolo quinto

Il Ducato di Milano si impegna a proteggere e ad aiutare l'ambasciatore di Modena su tutto il suo territorio e in ogni situazione secondo le proprie possibilità, anche se quest'ultimo non ne formula esplicita domanda.
Il Ducato di Modena si impegna a proteggere e ad aiutare l'ambasciatore di Milano su tutto il suo territorio e in ogni situazione secondo le proprie possibilità, anche se quest'ultimo non ne formula esplicita domanda.

Articolo sesto

Se uno dei due Ducati firmatari desiderasse annullare il presente trattato, deve necessariamente farne dichiarazione scritta all'altro Ducato. Il trattato sarà allora considerato caduco una settimana dopo la ricezione della suddetta comunicazione.

Fatto a Modena, l'11 settembre dell'anno 1456

Per il Ducato di Milano:
Polimnia di Borbone, Viscontessa di Lugano, Duchessa del Ducato di Milano
Wuendalina Pucci Guerra, Gran Ciambellano del Ducato di Milano





Per il Ducato di Modena:
Giovanni Marcolando Borromeo, Duca di Modena
HomeRunner, Gran Ciambellano del Ducato di Modena


_________________


Wuendalina Pucci Guerra, Contessa di Varese
Ambasciatrice del Ducato di Milano

----♦♥♣♠----

Gran Ciambellano dal 27 luglio 1456 all' 8 aprile 1457
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Maril7

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MessaggioTitolo: Re: Modena   Gio 30 Lug 2009, 10:02

Citazione :
Trattato di non belligeranza fra il Ducato di Milano e il Ducato di Modena

Nella loro saggezza infinita e nella loro volontà di lotta contro le ingiustizie e di salvaguardia della pace il Duca di Milano Markus GianMaria Casanova, detto Skioppo, Barone di Caorso, e la Duchessa di Modena Miriam Serena di Montefeltro, Contessa del Frignano hanno scelto di stabilire tra le loro province il trattato che segue, redatto dai loro rappresentanti rispettivi, Maril7 Asburgo d'Argovia, Gran Ciambellano di Milano, Signora di San Gaudenzio, e Eriti Velia Malipiero Giustiniani Longo, Contessa di Soliera, Gran Ciambellano di Modena.

Articolo I

1. Il Ducato di Milano riconosce di non avere alcuna legittima sovranità sul Ducato di Modena.
2. Il Ducato di Modena riconosce di non avere alcuna legittima sovranità sul Ducato di Milano.

Articolo II

1. Il Ducato di Milano riconosce l'integrità e l'unità del Ducato di Modena e s'impegna a nome della suo Ducato a rispettare e garantire la salvaguardia delle suddette integrità e unità.
2. Il Ducato di Modena riconosce l'integrità e l'unità del Ducato di Milano e s’impegna a nome del suo Ducato a rispettare e garantire la salvaguardia delle suddette integrità e unità.

Articolo III

1. In virtù dell'Articolo II-1 del presente trattato, il Duca di Milano s'impegna a nome della suo Ducato, a rispettare in tempo di pace le frontiere del Ducato di Modena.
2. In virtù dell'Articolo II-2 del presente trattato, la Duchessa del Ducato di Modena s'impegna a nome del suo Ducato, a rispettare in tempo di pace le frontiere del Ducato di Milano.
3. Il gruppo che penetra nell'altra provincia non deve abusare ne dell'ospitalità ne dei mercati de deve rispettarne le leggi e i costumi.
4. La parte che è penetrata nel territorio dell'altra parte si impegna a ritirarsi ad arresto avvenuto o su richiesta dell'altra parte.

Articolo IV

1. Il Ducato di Milano e il Ducato di Modena s'impegnano a rispettare il trattato di pace ratificato il 16 Luglio 1457 e in particolare a mantenere una sola armata nelle città di Parma e Guastalla e nel caso sia necessaria la presenza di più di un esercito a avvertire l'altro Governo e la Chiesa che dovranno rispondere per il permesso entro 24 ore.
2. Il Ducato di Modena concede lo spostamento dell’esercito milanese sul nodo Parma - Guastalla, ove un pericolo sia avvertito da Milano. Tale spostamento dovrà avvenire previa comunicazione al Prefetto modenese, includendo la natura del pericolo avvertito. Tale esercito potrà spostarsi solo in assetto Amichevole.

Articolo V

1. Le parti contraenti s'impegnano a favorire tutte le intese commerciali tra loro secondo i loro poteri.
2. In caso di grave crisi economica in uno dei due Ducati contraenti, i membri si impegnano ad aiutarsi nel massimo dei mezzi disponibili.
3. In collaborazione civile, si impegnano a punire tutte le destabilizzazioni economiche verso l'una o l'altra parte, se gli autori rientrano tra i propri cittadini.
In caso di crisi economica, le parti s'impegnano a fare tutto il possibile, in funzione dei loro mezzi senza tuttavia mettersi in una posizione precaria, per aiutare il Ducato in difficoltà.
L'aiuto si potrà fare con accordi commerciali puntuali.
4. I cittadini residenti delle province firmatarie possono circolare liberamente tra esse, a condizione espressa che non siano soggetti a procedimenti giudiziari, che le frontiere non siano chiuse, che non si tratti di soldati o di mercenari in esercitazione da soli o in gruppo.

Articolo VI

1. Le attività festive, culturali, aristoteliche saranno favorite dalla province firmatarie al fine di contribuire al benessere dei popoli del Ducato di Milano e del Ducato di Modena.
2. Le commissioni operanti verso questi obiettivi vedranno il loro lavoro di collaborazione agevolato e il Ducato di Milano e il Ducato di Modena s'impegnano a fare tutto il possibile per la loro realizzazione.

Articolo VII

1. Il Ducato di Milano che desideri rompere il presente trattato in tempo di pace dovrà far pervenire ai governanti del Ducato di Modena una notifica di rottura scritta e firmata. La rottura prenderà effetto dopo (7) giorni.
2. Il Ducato di Modena che desideri rompere il presente trattato in tempo di pace dovrà far pervenire ai governanti del Ducato di Milano una notifica di rottura scritta e firmata. La rottura prenderà effetto dopo (7) giorni.
3. Le loro Signorie così come i loro eredi e successori s'impegnano a rispettare gli articoli di questo trattato. Ogni violazione ad una clausola dell'una o dell'altra parte libera l'altra dai suoi impegni fino a che una compensazione sostanziale non sia avvenuta.
4. Ogni annullamento del trattato in situazione di guerra dichiarata da parte di terzi è un atto di tradimento e autorizzerà ad eseguire delle rappresaglie.
5. Per consenso mutuale, la riscrittura del trattato nella sua integrità o parzialmente, ovvero il suo annullamento potranno essere decisi.
6. Il presente trattato non potrà essere rotto in tempo di guerra.
7. Il presente trattato è bilaterale e potrà essere integrato dai nuovi firmatari.
8. La firma di trattati futuri dovrà impegnarsi a non rimettere in causa il presente. In difetto, il rispetto della gerarchia nelle implicazione tra le diverse Repubbliche/Ducati sarà mantenuto come segue, dal più debole al più forte :

Nessun trattato conosciuto
trattato di non aggressione
trattato di Pace
trattato di concordia
trattato di alleanza

Questo trattato prende effetto dalla sua firma e fino alla sua realizzazione parziale e o totale dall'una o dall'altra delle parti secondo le modalità definite da questo. Le autorità di ogni parte s'impegnano affinché i loro popoli prendano rapidamente conoscenza di questi fatti.
9. Le parti si impegnano a rendere efficace il trattato nella sua interezza nel minor tempo possibile; in caso di impossibilità ad attuare uno o più punti del trattato, i contraenti sono tenuti a comunicarlo ed a giustificarlo all'altra parte per tempo.

Firmato all'Ambasciata del Ducato di Milano nell'anno di grazia 1457, il giorno 29 del mese di Luglio.

Per il Ducato di Milano

Markus GianMaria Casanova, detto Skioppo
Duca di Milano Barone di Caorso



e Dama Maril Asburgo d'Argovia, Gran Ciambellano, Signora di San Gaudenzio.


Per il Ducato di Modena

Miriam Serena di Montefeltro, detta Misery, Duchessa di Modena, Contessa del Frignano
Eriti Velia Malipiero Giustiniani Longo, Gran Ciambellano di Modena, Contessa di Soliera

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MessaggioTitolo: Re: Modena   Ven 08 Gen 2010, 02:21

Citazione :
TRATTATO DI PACE TRA LA REPUBBLICA DI GENOVA, IL DUCATO DI MILANO, IL DUCATO DI MODENA E LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA

I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia intendono porre fine alle ostilità, tramite questo trattato di pace, riportando lo stato delle cose alla situazione pre-bellica, col fermo proposito di una pace che possa poi continuare per il futuro.
I Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena sono altresì concordi nel sottolineare che l'entrata nel conflitto della Serenissima Repubblica di Venezia è stato l'adempiersi in toto con onore e lealtà di un trattato di alleanza precedentemente stipulato con Modena.
A tale proposito, i Governi della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia, concordano che la guerra non è lo strumento più idoneo per risolvere le controversie tra i popoli.


Articolo I
1. Gli eserciti e i soldati della Repubblica di Genova, del Ducato di Milano, del Ducato di Modena e della Serenissima Repubblica di Venezia faranno ritorno alle loro rispettive terre.
2. Eventuali autorizzazioni a sostare su un territorio dei Ducati e delle Repubbliche coinvolte possono essere accordati dai rispettivi Governi.


Articolo II
1. La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e Serenissima Repubblica di Venezia si impegnano a restituire eventuali nodi, miniere o città occupate secondo i confini precedenti al conflitto.
2. Il nodo tra le città di La Spezia e Massa viene riconosciuto appartenente alla Repubblica di Genova.
3. Il nodo a Sud-Est immediatamente sotto Fornovo è riconosciuto come proprietà del Ducato di Modena.
4. Il nodo fra le città di Parma e Guastalla è riconosciuto come proprietà del Ducato di Milano.


Articolo III
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, la Repubblica di Genova e il Ducato di Modena si impegnano a consentire lo stazionamento di un solo esercito nazionale rispettivamente a La Spezia e a Massa.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Doge Tancredi Kratos d'Altavilla e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, dentro le mura di La Spezia e di Massa.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi della Repubblica di Genova e del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e al Ducato di Modena/Repubblica di Genova.
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore.


Articolo IV
1. Per evitare la tensione registratasi nelle settimane precedenti alla guerra, il Ducato di Milano e il Ducato di Modena si impegnano a lasciare libero il nodo tra Parma e Guastalla, mentre Il nodo sotto Fornovo verrà presidiato e tenuto pulito dai briganti, da una forza congiunta Milano-Modena.
2. A tale proposito e nella reciproca fiducia, il Duca Markus GianMaria Casanova e la Duchessa Miriam Serena di Montefeltro si impegnano a firmare, congiuntamente al trattato di pace, un trattato di non belligeranza con un preavviso di rottura di 7 giorni, accordo che preveda la disponibilità dei firmatari a tenere un solo esercito, in stato di reclutamento, fuori dalle mura di Parma e di Guastalla.
Tale accordo sarà presentato con le rispettive firme di seguito al presente.
3. Nel caso i Governi del Ducato di Milano del Ducato di Modena ritengano necessaria la presenza di più di un esercito in tali città, devono farne richiesta alla Santa Chiesa Aristotelica, in particolare al Cenacolum Episcoporum Italiae, e ai Ducati di Milano/Modena
4. Il CEI e il governo interessato dall’avviso si impegnano a rispondere entro ventiquattro ore


Articolo V
La Repubblica di Genova, il Ducato di Milano, il Ducato di Modena e la Serenissima Repubblica di Venezia dichiarano la loro disponibilità a discutere trattati, accordi e convenzioni che possano rafforzare la collaborazione tra gli stessi.


Articolo VI
1. Il Ducato di Milano si impegna a restituire al Ducato di Modena quanto guadagnato dall’occupazione della miniera modenese durante il conflitto. La cifra da restituire, concordata tra i rappresentanti economici del Ducato di Milano e del Ducato di Modena, è pari a:
- 17.000 ducati
- 190 kg di ferro
- 300 quintali di pietra..
2. Tale cifra terrà conto delle operazioni manutentive effettuate dal Ducato di Milano per riportare tale miniera in condizioni ottimali di utilizzo affinché il Popolo Modenese non venisse danneggiato oltremodo continuando a lavorare in essa e a percepire un salario.
3. Qualora il Ducato di Modena lo ritenesse necessario, tale cifra potrà essere convertita, per intero o per una sua parte, nel suo equivalente in merci.
4. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante dell’avvenuta restituzione.


Articolo VII
1. La Repubblica di Genova accetta di prestare il suo aiuto al Ducato di Modena e alla Serenissima Repubblica di Venezia attraverso scambi commerciali a prezzi favorevoli per le seconde concordati tra gli Sceriffi delle parti coinvolte.
2. Si prevede, pertanto, da parte della Repubblica di Genova, un rimborso commerciale riguardante l'acquisto di:
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 5 ducati
- 500 tronchi al mese per 4 mesi a 4 ducati
dal Ducato di Modena
3. Inoltre è prevista la firma di un trattato commerciale le cui merci e i prezzi verranno discussi dai rispettivi Ministri del Commercio con l’avvallo del Doge della Repubblica di Genova e della Duchessa di Modena.
A tale accordo si è giunti per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto.
4. Il Ducato di Milano e il Ducato di Modena, per volontà dei due sovrani di mostrarsi vicini al popolo dell'altro per far comprendere che la pace raggiunta è ferma volontà di entrambi e che nessuno dei due stati vuole accanirsi sui cittadini di entrambe le terre che già molto hanno sofferto e pagato in questo conflitto, accettano di firmare, in secondo momento, un trattato commerciale tra i due Ducati.
5. La Santa Chiesa Aristotelica si fa garante della consegna di tali merci, le quali saranno trasportate da un Ducato/Repubblica all’altro da uomini appartenenti ad essa, da uomini delegati da essa, o da ordini religiosi ad essa facenti riferimento.


Articolo VIII
1. Il Ducato di Modena si impegna a chiudere tutti i processi contro i soldati Genovesi/Milanesi, garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.
2. Il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova si impegnano a ritirare eventuali denunce contro soldati Modenesi/Veneziani garantendo ad essi il ritorno incolumi quanto prima in patria.


Miriam Serena di Montefetro
Duchessa di Modena
Contessa del Frignano



Doge della Serenissima Repubblica di Venezia
Visconte di Sirmione
Sign Asburgo d'Argovia



Tancredi Kratos d'Altavilla, Barone di Arzeno
Doge della Repubblica di Genova



Markus GianMaria Casanova, detto Skioppo
Duca di Milano
Barone di Caorso



Mons. Alessandro III de Montemayor, detto Giarru
Vicario Reggente del Vescovado di Genova
Nunzio Apostolico
Vice Segretario Apostolico per le terre italiche
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MessaggioTitolo: Re: Modena   Ven 26 Mar 2010, 05:18

Citazione :
Trattato d'amicizia tra il SRING il Regno delle Due Sicilie e la Serenissima Republica di Venezia.


Nella loro grande saggezza, Sua Serenità Fly91 Della Carmagnola, Serenissimo Doge della Repubblica di Venezia, Don Stefan Sforza "Sir_Biss", Duca del Ducato di Milano, Sophie De Polignac "Sophy" Contessa di Sinalunga, Signora di Siena, Edoardo Cybo-Malaspina "The_prince" Barone di Aulle, Duca di Modena, Marjolainne de Reaumont_Kado'ch, Duchessa della Lorena, Sanguinela de la Roche Blanche, Duchessa di Savoia, Heria Velle d'Altavilla, Contessa di Vairano, Regina delle Due Sicilie, desiderano mettere per iscritto il presente trattato d'amicizia, per rafforzare i legami tra le proprie terre, con la speranza che le relazioni tra le parti contraenti siano basate sull'amicizia e la collaborazione.


ARTICOLO I - Del riconoscimento di sovvranità -

Le parte riconoscono le altre parti come indipedenti e sovrani nelle lore terre, e questo in modo inalienabile.

Gli ordini di stato (collana o imperiali) delle parte stabiliti nelle terre delle altre parte sono autorizzati a stabilirvisi nel rispetto dell'articolo II. Il ruolo di un tale ordine statale stabilito in un' altra terra é solo e giustamente di proseguire le buone relazione tra le parti.


ARTICOLO II - della partecipazione a qualsiasi trattato -

Le parti contraenti si impegnano a non partecipare ad alcun trattato, accordo o convenzione ostile alle altre parti e contrario al presente trattato. Sono considerati ostili i trattati, accordi o convenzioni che mirano a nuocere o prendere con la forza parte del territorio dell'uno dei contraenti.


ARTICOLO III- della non aggressione -

a) Il SRING, il Regno delle Due Sicilie e la Republica di Venezia s’impegnano a non intraprendere l'una contro l'altra alcuna azione militare.
Di conseguenza le Altezze Reali, con i rispettivi consiglieri s'impegnano a non far entrare sul territorio della controparte le proprie armate, salvo un esplicita autorizzazione dello stato ospitante.

b) Le tre parti non saranno ritenute come responsabili di potenziali disordini commessi da armate non legittime venute dall'uno o dall'altro Regno. In questo caso, uniranno le loro forze per combattere i traditori.

c) Il SRING il Regno delle Due Sicilie e la Republica di Venezia, con i loro rispettivi consiglieri e cittadini s'impegnano a non creare, sostenere o incoraggiare disordini sul territorio della controparte con qualunque mezzo (sommosse etc.).


ARTICOLO IV - del commercio -

a) I ministri economici dei rispettivi stati si impegnano a collaborare e se necessario a scambiarsi informazioni, a patto che non rivelino dati che possano mettere in pericolo la sicurezza e la stabilità politica, economica e sociale del proprio paese.

b) Qualora la situazione politico-economica lo permetta, il SRING il Regno delle Due Sicilie e la Republica di Venezia si impegnano a favorire i commerci fra le controparti.
Ogni volta se ne presenterà l'occasione, le merci verranno trasportate preferibilmente da membri del corpo diplomatico, scortati da cavalieri riconosciuti tali dai firmatari.
Il costo del trasporto, salvo diverso accordo, sarà equamente diviso tra le province in causa.

c) Le Parti contraenti, si impegnano a non condurre destabilizzazione economica l'una verso l'altra, ed a punire gli autori se provenienti dai propri territori o le persone che agiscono sul loro territorio.


ARTICOLO V - della cultura -

a) Le Parti si impegnano a favorire lo scambio culturale, artistico e scientifico fra il SRING il Regno delle Due Sicilie e la Republica di Venezia, mediante l’organizzazione di eventi (mostre, corsi, feste) che vengano accordati, allo scopo di aumentare il prestigio di entrambi i territori.Inoltre i contraenti sostengono anche i municipi che vogliono impegnarsi a questo scopo.

b) Visto e considerato l'importanza della cultura e della scienza i contraenti si impegnano, se richiesto, a mettere a disposizione dei rettori e degli studenti alcune stanze, presso i propri castelli, ove, gli accademici potranno confrontarsi e dedicarsi agli studi.

c) Qualora un Università dei Firmatari abbia necessità di docenti, se richiesto nella figura del magnifico rettore, l'altra parte si attiverà per cercare di soddisfare questo bisogno.
La controparte si impegna ad assicurare almeno 20 ( venti ) lezioni della materia in questione, nel corso di 20 ( venti ) giorni dal momento in cui il professore arriva nella prima città del territorio ospitante, e tali lezioni saranno affidate interamente e solamente al docente ospite. Il docente ospite si obbligherà a rispettare il salario usuale dell'università ospitante (a meno che un salario diverso non sia stato preventivamente stabilito con il Rettore dell'università ospitante).
Eventuali altre lezioni saranno decise in comune accordo tra i professori ed il rettore o senato accademico della provincia ospitante. Infine il governo dei firmatari si obbliggherà, su richiesta del docente ospite, a fornirgli un mandato per poter trasportare i guadagni del periodo di insegnamento in sicurezza sulla via del ritorno.

d) Di volta in volta i docenti ed il Rettore dell'università ospitante si accorderanno per le spese dei viaggi.


ARTICOLO VI - della modifica del trattato -

Il trattato può esser modificato solo tramite accordo scritto di entrambi i soggetti firmatari.
In caso di disaccordo il trattato rimane in vigore.


ARTICOLO VII - rottura del trattato -

a) I Firmatari e i loro successori si impegnano a rispettare gli articoli di questo trattato.

b) Il trattato può esser annullato o per mutuo consenso delle due parti firmatarie o per inadempimento degli articoli o clausole presenti nel Trattato.In caso di inadempimento,la contraparte danneggiata potrà decidere di non rendere nullo il trattato. Se invece decide di romperlo, dovrà manifestare il suo desidero come previsto nel punto d) di questo articolo.

c) Nel caso in cui uno dei contraenti, dichiari guerra, attacchi o invada uno stato alleato della controparte, il presente trattato sarà considerato nullo.

d) Il contraente che desidera porre fine al presente trattato deve far pervenire una lettera ufficiale di denunzia presso la sede diplomatica dell'altro contraente. Quest'ultimo dispone di 7 ( sette ) giorni lavorativi per prenderne atto. Senza risposta ufficiale che lo accenna, il presente contratto è considerato annullato passati questi termini. Le parti contraenti si impegnano a pubblicare in modo ufficiale una lettera che precisa l'abrogazione del contratto.


ARTICOLO VIII - dell'entrata in vigore del trattato -

a) Il presente trattato è scritto in due versioni, una italiana e una in francese. Le due versioni hanno lo stesso valore ed efficacia.

b) Il presente trattato entra in vigore, senza limitazione di tempo, al momento della firma di tutti i dignitari, che impegnano al rispetto del medesimo, le loro terre ed i loro popoli.


firmato a Palazzo Reale di Napoli il 23 Mars 1458


In Rappresentanza del Regno delle Due Sicilie:

Sua Altezza Reale, Heria "Velle" d'Altavilla, Sovrana delle Due Sicilie, Contessa di Vairano



Sua Eccellenza, Elisabetta Maria D'Oria Borbone "Lady_carey", Cancelliere delle Due Sicilie, Contessa d'Albe




Sua Eccellenza, Riccardo Federico D'Oria "Riccardoix" Ciambellano Reale delle Due Sicilie




In Rappresentanza della Serenissima Repubblica di Venezia:



Sua Serenità Fly91 Della Carmagnola, Serenissimo Doge della Repubblica di Venezia



Sua Eccellenza Ludovico I "Nicuz"Della Scala Conte di Feltre, Barone di Sona e Gran Ciambellano della Serenissima Repubblica di Venezia.




Giuseppe Cagliabrese Nanteuil-Malaterra, Barone d'Ischia, Ambasciatore della Serenissima Repubblica di Venezia presso lo SRING e Daniel Visconti Lancaster detto Spurio, Barone di Castellalto e Ambasciatore presso il Regno delle Due Sicilie.





In Rappresentanza del Sacro Romano Impero Germanico:

Sua Eccellenza Niconoss d'Acoma, Prime Capitaine, pour le Haut Commandement Impérial



Sua Eccelenza Raoul de Montjoie detto "Roi-lezard", Primo Cancelliere Imperiale




Modena
Sua Grazia Edoardo Cybo - Malaspina "The_Prince", Duca di Modena




Sua Eccellenza Miriam Serena "Misery" di Montefeltro, Contessa di Frignano, Gran Ciambellano di Modena




Milano
Sua Grazia Don Stefan Sofrza "Sir_Biss", Duca di Milano





Sua Eccellenza Maria Jolanda Stibbert, Gran Ciambellano del Ducato di Milano



Lorena
Sua Grazia Marjolainne de Reaumont_Kado'ch, Duchessa de Lorena




Savoia
Sua Grazia Sanguinela de la Roche Blanche, Duchessa di Savoia
Sua Eccellenza Eddo Puegmirol, Cancelliere





Siena
Sua Grazia Sophie De Polignac "Sophy", Signora di Siena



Citazione :
Traité d'amitié entre le Saint Empire Romain Germanique, le Royaume des deux Sicile et la Sérénissime République de Venise


Dans leur grandes sagesses, Sa Grandeur Fly91 Della Carmagnola, Doge de la Sérénissime République de Venise, Don Stefan Sforza "Sir_Biss", Duc de Milan, Sophie De Polignac "Sophy", Comtesse di Sinalunga, Dame de Sienne, Edoardo Cybo - Malaspina, Baron de Aulle, Duc de Modena, Marjolainne de Reaumont_Kado'ch, Duchesse de Lorraine, Sanguinela de la Roche Blanche, Duchesse de Savoie, Heria Velle d'Altavilla, Comtesse de Vairano, Souveraine des Deux Sicile, établissent le présent traité d'amitié, afin de renforcer les liens entre leurs Etats, avec l'espérance que les relations entre les parties contractantes soient basées sur l'amitié et la collaboration.


ARTICLE I - De la reconnaissance mutuelles de souverainetés -

Chacune des parties reconnait les autres parties comme indépendantes et souveraines en leurs terres, et ce de manière inaliénable.

Les ordre d'Etats d'une des parties établis dans une terre de l'autre partie est autorisé à s'installer dans le respect de l'article 2. Son rôle est précisément et uniquement d'entretenir de bonne relation entre les entités souveraines que sont l'Empire la RSdV et le R2S.


ARTICLE II - De la signature de tierces traités -

Les parties contractantes s'engagent à ne paas signer de traité, accord ou convention hostile aux autres parties et contraire au présent traité. Sont considérés hostile les traités accords ou conventions qui visent à nuire ou prendre par la force une partie du territoire d'un des contractants.


ARTICLE III - De la non agression -

a) La RSdV l'Empire et le R2S s'engagent à ne pas entreprendre l'un contre l'autre aucune action militaire.
En conséquence, les dignitaires impériaux, dignitaires républicains et Son Altesse Royale ainsi que ses conseillers, s'engagent à ne pas faire rentrer sur les terres des autres contractant leurs propres armées, saufs autorisation explicites de l'État hôtes.

b) Les parties ne seront pas retenues comme responsables de desordres potentiels commises d'armées non légitimes venues d'une autres parties contractantes. Dans ce cas, les parties uniront leurs forces pour combattre les traitres et contrevenants.

c) La RSdV, le SRING et de R2S, ainsi que leurs conseillers respectifs et citoyens, s'engagent à ne pas créer, soutenir ou encourager des désordres sur les territoires des autres parties, par quelques moyens que se soit (révoltes etc).


ARTICLE IV - Du commerce -

a) Les Commissaires au Commerce des états respectifs s'engagent à collaborer et si nécessaire à s'échanger des informations, à condition que cesdites informations ne révèlent pas de données qui puissent mettre en danger la sûreté et la stabilité politique, économique et sociale d'un territoire.

b) Au cas où la situation politico-économique le permet, Saint Empire Romain Germanique, le Royaume des Deux Siciles et la République de Venise s'engagent à favoriser le commerce entre-eux.
Chaque fois que l'occasion se présente, les marchandises doivent être transportées de préférence par des membres d'un corps diplomatique, escortés par des convoyeurs reconnus.
Le coût de tous les frais du transport, sera équitablement divisé entre les province en cause, sauf avis divergeants.

c) Les parties contractantes, s'engagent à ne pas mener de déstabilisations économiques l'une vers l'autre, et à punir d'éventuels manifestants agissant négativement sur leur territoire.


ARTICLE V - De la culture -

a) Le Saint Empire Romain Germanique, le Royaume des Deux Siciles et la Républiques de Venise s'engagent à favoriser l'échange culturel, artistique et scientifique entre-eux, au moyen d'organisations d'évènements (expositions, cours, fêtes) orchestrés pour augmenter le prestige des deux territoires. En outre les contractants soutiennent même les mairies qui veulent s'engager à cet effet.

b) Considérant l'importance de la culture et de la science, les contractants s'engagent, si demandé, à mettre à disposition des recteurs et des étudiants, quelques chambres, près de leurs châteaux, où les universitaires pourront se confronter et se dédier aux études.

c) Au cas où une université aurait besoin de professeurs, et par demande du recteur, l'autre partie s'engage à satisfaire au plus vite ce besoin.
L'autres parties s'engagent à assurer au moins 20 leçons de la matière en question en 20 jours à l'instant où le professeur arrive dans la première ville du territoire recevant, et de telles leçons seront confiées entièrement et seulement à l'enseignant venu de l'extérieur. Ledit enseignant venu de l'extérieur devra obligatoirement respecter le salaire usuel de l'université recevante (à moins qu'un autre salaire n'ait pas été antérieurement établi avec le Recteur de l'université recevante).
D'éventuelles autres leçons seront décidées en commun accord entre les professeurs et le recteur ou le Sénat Académique de la province recevante. Enfin l'autre gouvernement fournira, sur demande de l'enseignant venu de l'extérieur, un mandat pour pouvoir transporter les gains de la période d'enseignement en sûreté.

d) En échange les professeurs et le recteur de l'université recevante s'accorderont pour les frais des voyages.


ARTICLE VI - De la modification du traité -

Le traité peut être modifié seulement par accord écrit entre les trois signataires.
En cas de désaccord le traité restera en vigueur.


ARTICLE VII - Rupture du traité -


a) Les Signataires et leurs successeurs s'engagent à respecter les articles de ce traité.

b) Le traité peut être annulé par consentement des parties signataires, suite à non respect des articles ou clauses présents dans ledit traité. Dans un cas de non respect, une partie subissant préjudice pourra décider de ne pas casser le traité. Si au contraire elle souhaite se désengager, elle devra manifester sa volonté au préalable comme prévu dans la clause d) qui suit.

c) Au cas où un des contractants déclare la guerre, attaque ou envahit un état allié d'une autre des parties, le présent traité sera considéré cassé sur-le-champs.

d) Le contractant qui désire rompre le présent traité doit faire parvenir une lettre officielle au siège diplomatique des autres contractants. Ces derniers disposent de 7 jours pour en prendre acte. Sans réponse officielle, le présent traité est considéré comme annulé. Les parties contractantes engagent à publier officiellement une lettre publique qui précise l'abrogation du traité.


ARTICLE VIII - De l'entrée en vigueur du traité -

a) Le présent traité est écrit en deux versions, une italienne et une française. Les deux versions ont la même valeur et efficacité.

b) Le présent traité entre en vigueur, sans limite de temps, à l'instant où les dignitaires l'auront signé. Ces dits dignitaires s'engagent au respect des terres et des peuples des deux Royaumes.


Signé à Palais Royal de Naples le 23 Mars de 1458.


Représentent le Royaume des Deux Sicilies:

Son Altesse Royale, Heria "Velle" d'Altavilla, Souveraine des Deux Sicile, Contessa di Vairano




Son Excellence, Elisabetta Maria D'Oria Borbone "Lady_carey", Chancellière des Deux Sicile, Contessa d'Albe




Son Excellence, Riccardo Federico D'Oria "Riccardoix", Chambellan Royale des Deux Sicile



Représentent la Sérénissime République de Venise:



Sa Grandeur Fly91 Della Carmagnola, Doge de la Sérénissime République de Venise



Son Excellence Ludovico I "Nicuz" Della Scala , Cont de Feltre Baron de Sona, Chancellier de la Sérénissime République de Venise



Giuseppe Cagliabrese Nanteuil-Malaterra, Baron d'Ischia, Ambassadeur auprès de le Saint Empire Romain Germanique et Daniel Visconti Lancaster " Spurio", Baron de Castellalto e Ambassadeur auprès de le Royaume des Deux Siciles




Représentent le Saint Empire Romain Germanique:

Son Excellence Niconoss d'Acoma, Prime Capitaine, pour le Haut Commandement Impérial



Son Excellence Raoul de Montjoie, dit "Roi-lezard", Prime Chancelier du Saint Empire



Modena
Sa Grasce Edoardo Cybo - Malaspina, Baron d'Aulle, Duc de Modena



Son Excellence Miriam Serena "Misery" di Montefeltro,
Contessa di Frignano, Chambellan di Modena


Milano
Sa Grasce Don Stefan Sofrza "Sir_Biss", Duc de Milan




Son Excellence Maria Jolanda Stibbert, Chambellan de Duchè de Milan




Lorraine
Sa Grasce la Duchesse Marjolainne de Reaumont_Kado'ch, Duchesse de Lorraine




Savoie
Sa grasce Sanguinela de la Roche Blanche, Duchesse de Savoie
Son Excellence Eddo Puegmirol pour la chancellerie




Siena
Sa Grasce Sophie De Polignac "Sophy" Dame de Siena




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MessaggioTitolo: Re: Modena   Mar 11 Mag 2010, 15:21

Citazione :
TRATTATO RIGUARDANTE LO STATUTO DEGLI AMBASCIATORI DI MILANO E MODENA


Articolo primo

a)
Il Ducato di Milano riconosce il Ducato di Modena, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato indipendente, autonomo e sovrano, facente parte del Sacro Romano Impero Nazioni Germaniche.
Il Ducato di Modena riconosce il Ducato di Milano, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato indipendente, autonomo e sovrano, facente parte del Sacro Romano Impero Nazioni Germaniche.

b) L'ambasciata del Ducato di Milano a Modena è cosiderata territorio sovrano del Ducato di Milano.
L'ambasciata del Ducato di Modena a Milano è considerata territorio sovrano del Ducato di Modena.


Articolo secondo

a) Il Corpo Diplomatico del Ducato di Milano, composto dal Duca, dal Gran Ciambellano, dal Cancelliere e dall'Ambasciatore Milanese, dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente al Ducato di Modena.
Il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena, composto dal Duca, dal Gran Ciambellano, dal Cancelliere e dall'Ambasciatore modenese, dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito appartenente al Ducato di Milano.

b) Il Ducato di Milano può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico del Ducato di Modena, esclusi il Duca e il Gran Ciambellano, "persona non grata".
Ciò comporta il decadimento per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nel Ducato di Milano.
Il Ducato di Modena può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico del Ducato di Milano, esclusi il Duca e il Gran Ciambellano, "persona non grata".
Ciò comporta il decadimento per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nel Ducato di Modena.
In tal caso la "persona non gradita" ha una settimana di tempo per uscire dal territorio ospitante.

c) Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva privilegiata riconosciuta e garantita a taluni soggetti in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati esclusi quelli previsti dal comma seguente.

d) Per i reati quali il brigantaggio, l’assalto ai municipi o l’assalto al Castello della capitale, i rappresentanti diplomatici di entrambe i contraenti rimangono processabili e saranno giudicati secondo le leggi in vigore nella provincia ospite.


Articolo terzo

a)
Il Ducato di Milano autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico (ove per corpo Diplomatico si intende Gran Ciambellano e ambasciatori) del Ducato di Modena.
Il Ducato di Modena autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico del Ducato di Milano (ove per corpo Diplomatico si intende Gran Ciambellano e ambasciatori).

b) In caso di chiusura delle Frontiere di una delle parti contraenti, il Corpo Diplomatico dovrà dare conferma della propria presenza al Prefetto e al Capitano della Provincia ospitante che altresì dovranno assicurare l’incolumità dei Diplomatici stranieri.
Il Corpo diplomatico prima di compiere ogni azione deve ricevere un pm di avvenuta lettura della comunicazione.

c) In caso di necessità imminente, il Duca di Milano può esigere la partenza dell'ambasciata di Modena. L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Milano.
In caso di necessità imminente, il Duca di Modena, può esigere la partenza dell'ambasciata di Milano. L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Modena.


Articolo quarto

a)
Il Ducato di Milano si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena su tutto il suo territorio e in ogni situazione.
Il Ducato di Modena si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico del Ducato di Milano su tutto il suo territorio e in ogni situazione.

b) La persona del rappresentante diplomatico, riconosciuto come tale, dalla nomina del Gran Ciambellano o del Duca stesso, è considerata inviolabile. Un attacco contro di essa o una mancata adeguata protezione da parte della provincia ospitante costituisce una grave offesa alla controparte.



Articolo quinto

a)
Il presente trattato va a sostituire il precedente, firmato l' 11 Settembre 1456, dal momento in cui verranno apposti i sigilli di entrambi i firmatari.

b) Se una degli Stati firmatari, desiderasse annullare il presente trattato, deve necessariamente farne dichiarazione scritta all'altra Provincia. Il trattato sarà allora considerato caduco una settimana dopo la ricezione della suddetta comunicazione.


Firmato a Milano l'11 Maggio 1458


In rappresentanza del Ducato di Milano:

Maria Jolanda Stibbert, Duchessa di Milano, Baronessa di Bellusco



Massimiliano Eleinad Ridolfi, Gran Ciambellano di Milano





In rappresentanza del Ducato di Modena:

Il duca di Modena
Andrea Raffaele Carafa della Spina detto “Aphrael” Conte di Correggio



Il Gran Ciambellano
Miriam Serena di Montefeltro, Contessa di Sassuolo e del Frignano


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MessaggioTitolo: Re: Modena   Ven 14 Mag 2010, 19:56

Citazione :
TRATTATO DI ALLEANZA TRA IL DUCATO DI MILANO IL DUCATO DI MODENA E LA SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA.

Nella loro grande saggezza,Maria Jolanda Stibbert, Duchessa di Milano, Baronessa di Bellusco, Bianca Luce Asburgo d'Argovia, Contessa di Bassano, Doge della Serenissima Repubblica di Venezia e Andrea Raffaele Carafa della Spina, Conte di Correggio e Duca di Modena, hanno chiesto di mettere per iscritto il presente trattato di alleanza che vincola i popoli del Ducato di Milano ,della Serenissima Repubblica di Venezia del Ducato di Modena, con l'intento di dissipare passati rancori ed instaurare una fruttuosa e prospera collaborazione all'insegna del mantenimento della pace e della prosperità delle popolazioni italiche.


Articolo I –della non aggressione


a) Le Parti Contraenti si impegnano reciprocamente a non svolgere alcuna azione militare né alcuna aggressione gli uni verso gli altri.
b) I Firmatari garantiscono reciprocamente l’inviolabilità dei loro confini esistenti e si impegnano a considerare i rispettivi eserciti come amici.


Articolo II – della mutua difesa

a) Se una Parte Contraente è attaccata o invasa, qualunque sia il soggetto aggressore, l'altra Parte Contraente deve portare aiuto alla prima. Tale aiuto deve essere necessariamente portato attraverso tutti i mezzi politici, diplomatici, economici e militari in seguito a specifica richiesta della Parte aggredita, compatibilmente con lo stato delle disponibilità degli altri firmatari.
b) Qualora una Parte Contraente sia attaccata da una Provincia, un Regno terzo, o da un gruppo eversivo, le altre Parte Contraenti si impegnano ad intervenire contro l'aggressore entro giorni tre dalla data dell'attacco.


Articolo III- dell’intervento in terre italiche

Le Parti Contraenti si impegnano a consultare gli altri firmatari prima di muovere guerra ad una qualsiasi altra provincia italica terza.


Articolo IV – degli impegni in caso di conflitto della controparte

a) Le Parti Contraenti si impegnano a coordinare le loro azioni per la risoluzione di un conflitto invasivo che oppone un firmatario ad una parte terza, attraverso l'unione condivisa e convinta degli Stati Maggiori per una più profiqua e prospera collaborazione.
b) Le Parti Contraenti si impegnano a non concedere l’accesso sul proprio territorio ad eserciti o a gruppi armati privati di Province o Regni che sono in conflitto con uno o più firmatari.
c) Le Parti Contraenti si impegnano a non prestare aiuto di alcun tipo (né economico, né diplomatico, né militare) a terzi in conflitto con uno dei stati membri di quest'alleanza.


Articolo V – della firma di trattati con terzi

a) Le parti contraenti si impegnano a non partecipare ad alcun trattato, accordo o convenzione ostile all'altra parte e contrario al presente trattato. Sono considerati ostili i trattati, accordi o convenzioni che mirano a nuocere o prendere con la forza parte del territorio dell'uno dei due contraenti.
b) Le parti contraenti si impegnano a consultare gli altri firmatari prima di tutte le ratifiche di un trattato che comporti obblighi di natura militare con un’altra provincia italica.
c) Le parti contraenti si impegnano a portare i loro sforzi per il ravvicinamento diplomatico dei loro alleati alle altre parti.


Articolo VI – della libera circolazione

a) Le Parti Contraenti concedono un diritto di libera circolazione ai loro cittadini purché la libera circolazione sia pacifica e rispettosa delle leggi, con l'unica eccezione del caso di frontiere chiuse.
b) Una Parte Contraente può chiedere un'autorizzazione per il passaggio del suo esercito sul territorio dell'altro contraente, motivando la richiesta.
Il Consiglio di quest'ultimo si riserva il diritto di dare una decisione contraria alla richiesta o ritardare il transito per motivate ragioni entro e non oltre 4 giorni dalla richiesta.


Articolo VII – della cooperazione economica

a) Le Parti Contraenti si impegnano a favorire ogni intesa economica e commerciale e a non condurre alcun tipo di destabilizzazione economica l'una verso le altre.
b) Le Parti Contraenti si impegnano altresì a mantenere una comunicazione costante tra i rispettivi Ministri del Commercio, Ministri delle Miniere e Sceriffi al fine di favorire la maggiore cooperazione economica possibile e lo scambio di risorse tra i tre stati.


Articolo VIII - della cultura e dell'informazione

a) Le Parti Contraenti favoriscono gli scambi culturali tra di esse. Sostengono ogni iniziativa e progetto in tal senso, anche a livello municipale.
b) Le Parti contraenti si impegnano a condividere nelle stanze diplomatiche preposte ogni notizia, informazione o fatto che possa essere considerato rilevante per il mantenimento della pace e delle relazioni sul territorio nazionale e internazionale.
c) Le Parti contraenti si impegnano fin da subito a favorire gli scambi universitari per una profiqua e prospera collaborazione culturale sulla supervisione dei Rettori preposti.


Articolo IX – del mancato rispetto del trattato

Qualsiasi inadempimento al presente trattato o annullamento di quest'ultimo non conforme a quanto stabilito dà diritto ad un’adeguata compensazione economia della parte danneggiata per il valore stabilto in 20.000 ducati.


Articolo X – disposizioni finali

a) Il presente trattato entra in vigore senza limitazione di tempo dopo la ratifica da parte dei contraenti, che impegna le loro terre ed i loro popoli.
b) Per consenso reciproco, la riscrittura del trattato può essere effettuata nella sua integrità o parzialmente.
c) In tempo di pace, la Parte Contraente che desidera porre fine al presente trattato dovrà far pervenire una lettera ufficiale di denunzia alle altre Parti Contraenti, specificando le reali motivazioni per l'annullamento
Quest' ultima dispone di quattro giorni lavorativi per prenderne atto. Senza risposta ufficiale che lo accenna, il presente contratto è considerato nullo passato questi termini. Le Parti Contraenti si impegnano a pubblicare in modo ufficiale una lettera che precisa l'abrogazione del contratto.
d) Nel caso in cui una delle Parti Contraenti si trovi in stato di guerra, il trattato non può essere annullato se non per reciproco consenso.


Fatto al Castello Sforzesco di Milano il 14 Maggio 1458

Per la Serenissima Repubblica di Venezia
Bianca Luce Asburgo d'Argovia
Doge di Venezia
Contessa di Bassano



Dirk Cornelio Laban di Foscari Widmann
Serenissimo Gran Ciambellano
Marchese di Isola di San Marco, Conte di Castel d'Ario




Per il Ducato di Milano
Maria Jolanda Stibbert
Duchessa di Milano
Baronessa di Bellusco




Per il Ducato di Modena
Andrea Raffaele Carafa della Spina
Duca di Modena
Conte di Correggio



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MessaggioTitolo: Re: Modena   Sab 09 Ago 2014, 00:12

Citazione :
Trattato di cooperazione giudiziaria tra il Ducato di Milano e il Ducato di Modena

Nella loro grande saggezza, Mariano di Bas Lupazzi, Duca di Milano e Nicolò Leone Arnod Sforza, Barone di Sustinente, Consorte di Felonica e Cavaliere di Benemerenza, Duca di Modena, hanno chiesto di mettere per iscritto il presente trattato di cooperazione giudiziaria che vincoli i popoli del Ducato di Milano e del Ducato di Modena, con l'intento di instaurare e preservare una duratura amicizia.

Articolo I - del principio di cooperazione
Ogni individuo che abbia commesso un'offesa o un crimine nei confronti della legge e delle regole vigenti nel territorio di uno dei due contraenti dovrà, su domanda, essere ricercato e sottoposto a giudizio secondo le leggi vigenti nello stato in cui ha commesso il crimine. Inoltre in base alla gravità del reato e su richiesta esplicita l'imputato potrà essere inserito nelle liste nere, nel rispetto delle leggi vigenti nello stato richiedente, e nel limite delle proprie possibilità logistiche.
Sarà altresì lo stato richiedente a comunicare l'uscita dalle BL del soggetto.

Articolo II - dell'applicazione del diritto del richiedente
   Il comune accordo prevede una piena e fattiva cooperazione tra Pubblici Ministeri e Giudici dei due paesi in modo che l'accusato riceva lo stesso giudizio che avrebbe ricevuto nel caso non fosse fuggito alla giustizia del richiedente.

Articolo III - della procedura di giudizio
Il Pubblico Ministero richiedente si farà carico di redigere l'atto d'accusa, sottoponendo all'attenzione dell'omologo le leggi e le prove su cui si basa.
Il Giudice ricevente dovrà emettere la sentenza basandosi sulle leggi dello stato richiedente. A conclusione del processo invierà tutti gli atti al suo omologo, allegando anche un documento con le motivazioni della sentenza, qualora non fossero già adeguatamente e dettagliatamente espresse al momento del giudizio.

Articolo IV - della cooperazione dei Prefetti e dei corsi di giustizia
I membri dell'apparato giuridico dei due contraenti (Prefetti, Capitani e via dicendo) si impegnano a collaborare attivamente affinché le leggi dei due paesi siano rispettate, in particolare:

            - condividendo le informazioni relative a individui o gruppi di individui identificati come potenzialmente pericolosi. Informano così, emettendo un Avviso allerta, di tutti i disordini che potrebbero causare ad un contraente sul suo territorio.

     - Facendo rispettare la giustizia quando un'offesa o crimine sia stata commessa e l'accusato sia sul territorio di uno dei due contraenti. La procedura prevede l'emissione di un avviso di ricerca, che è una richiesta destinata a procedere all'indagine, all'arresto, alla messa sotto accusa ed al giudizio dell'imputato.

Articolo V - della richiesta
Emessa da un funzionario del contraente, è formulata come segue:

Citazione :
Ducato/Contea di _________

         Natura della richiesta: Avviso di ricerca/ Avviso di allerta (messa in guardia)

         Emittente (nome, funzione):

         Data:

         Individui accusati (nomi):

         Descrizione dell'offesa/crimine o del pericolo:

         Localizzazione dell'offesa/crimine ed di o degli individui:

         Dossier completo delle prove relativo al caso:

        Articoli di legge sui quali si basa la richiesta:

        Scheda d'identità di o degli individui:

        Note:

Articolo VI - dei termini di giudizio
La denuncia deve essere valutata entro due settimane dalla comunicazione ed il processo avviato.
Il processo non deve essere superiore a tre settimane tra fasi processuali e pronuncia del verdetto.
Se i termini sono passati, le disposizioni del presente Trattato potranno essere annullate dallo stato che aveva inoltrato la denuncia.

Articolo VII - degli inadempimenti al trattato
     In tempo di pace come in guerra, qualsiasi inadempimento al presente trattato o annullamento di quest'ultimo non conforme all'articolo qui di seguito può aprire il diritto ad una compensazione della parte danneggiata.
Nel caso in cui entrambi i contraenti siano membri dello SRING, qualora non sia trovato un accordo sull'indennità entro 30 giorni dalla segnalazione dell'infrazione, le parti si sottoporranno al giudizio insindacabile di Sua Maestà Imperiale.

Articolo VIII - della procedura di denunzia del trattato
Il contraente che desidera porre fine al presente trattato dovrà fare pervenire una lettera ufficiale di denunzia all'altro contraente. Quest'ultimo dispone di quattro giorni lavorativi per prendere atto. Senza risposta ufficiale che lo accenna, il presente contratto è considerato nullo passato questi termini. Le parti contraenti si impegnano a pubblicare in modo ufficiale una lettera che precisa l'abrogazione del contratto.

Articolo IX - della modifica del trattato
Per consenso reciproco, la riscrittura del trattato può essere effettuata nella sua integrità o parzialmente.

Articolo X - dell'entrata in vigore del trattato
Il presente trattato entra in vigore senza limitazione di tempo dopo la ratifica da parte dei contraenti, che impegna le loro terre ed i loro popoli.
Il presente trattato è scritto nella lingua ufficiale di entrambi i contraenti. Ogni versione redatta e firmata ha lo stesso valore ed efficacia.

Firmato all'Ambasciata del Ducato di Milano a Palazzo Ducale, Modena il VI Agosto A.D. MCDLXII



In nome del Ducato di Modena,

Il Duca di Modena



Barone di Sustinente
Barone consorte di Felonica
Cavaliere di Benemerenza del Ducato di Modena






Gran Ciambellano di Modena
Cavaliere di Benemerenza di Modena
Signore di Camurana, Cortile, Cadelbosco di Sopra e Benedello





Ambasciatore del Ducato di Modena presso il Ducato di Milano
Duca consorte di Brabant, Conte consorte di Garfagnana, Visconte consorte di Vianen e Barone consorte di Edam





In nome del Ducato di Milano

Mariano di Bas Lupazzi
Duca di Milano






Gran Ciambellano del Ducato di Milano
Baronessa di Berceto
Cavaliere di Benemerenza del Ducato di Milano



Casimiro D'Avalos
Ambasciatore del Ducato di Milano presso il Ducato di Modena
Visconte di Larciano e Cavriglia
Cavaliere di Benemerenza
Signore di Borgonovo


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MessaggioTitolo: Re: Modena   Gio 25 Set 2014, 10:29

Citazione :
TRATTATO RIGUARDANTE LO STATUTO DEGLI AMBASCIATORI DI MILANO E MODENA

Premessa - Composizione corpo diplomatico

a)
Il Corpo Diplomatico del Ducato di Milano, è composto da Duca, Gran Ciambellano, Vice Gran Ciambellano, Cancelliere, Ciambellano Anziano, Console, Ambasciatori, Interpreti

b) Il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena è composto da Duca, Gran Ciambellano, Ciambellano Anziano e Ambasciatori.


Articolo primo - I contraenti

a)
Il Ducato di Milano riconosce il Ducato di Modena, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato autonomo e sovrano, facente parte del Sacro Romano Impero (SRING).
Il Ducato di Modena riconosce il Ducato di Milano, le sue istituzioni e le sue cariche, come Stato autonomo e sovrano, facente parte del Sacro Romano Impero(SRING).

b) L'ambasciata del Ducato di Milano nel Ducato di Modena è considerata territorio sovrano del Ducato di Milano.
L'ambasciata del Ducato di Modena nel Ducato di Milano è considerata territorio sovrano del Ducato di Modena.


Articolo secondo - L'immunità diplomatica

a) Il Corpo Diplomatico del Ducato di Milano dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito politicamente appartenente al Ducato di Modena.
Il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena, dispone dell'immunità diplomatica su tutto il territorio definito politicamente appartenente al Ducato di Milano.

b) Il Ducato di Milano può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico del  Ducato di Modena, "persona non gradita".
Ciò comporta il decadimento immediato per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nel Ducato di Milano.
Il Ducato di Modena può dichiarare un membro del Corpo Diplomatico del Ducato di Milano, "persona non gradita".
Ciò comporta il decadimento immediato per tale membro dello status di rappresentante diplomatico nel Ducato di Modena.
In tal caso la "persona non gradita" ha una settimana di tempo per uscire dal territorio ospitante.

c) Per immunità diplomatica si intende una situazione giuridica soggettiva, privilegiata, riconosciuta e garantita a taluni soggetti in considerazione della loro posizione e funzione istituzionale. Gli effetti delle immunità sono riconducibili alla non processabilità per tutti i reati, esclusi quelli di brigantaggio, assalto ai municipi o al Castello della capitale, per i quali i rappresentanti diplomatici di entrambe i contraenti saranno giudicati secondo le leggi in vigore nella provincia ospite.

Articolo terzo - La libera circolazione

a)
Il Ducato di Milano autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico del Ducato di Modena.

Il Ducato di Modena autorizza la libera circolazione su tutto il suo territorio da parte del Corpo Diplomatico del Ducato di Milano

b) In caso di chiusura delle Frontiere di una delle parti contraenti, il Corpo Diplomatico dovrà dare conferma della propria presenza al Prefetto e al Capitano della Provincia ospitante che altresì dovranno assicurare l’incolumità dei Diplomatici stranieri.
Il Corpo diplomatico prima di compiere ogni azione, deve ricevere una missiva di avvenuta lettura della comunicazione.

c) In caso di necessità imminente, il Duca di Milano può esigere la partenza dell'ambasciata del Ducato di Modena.
L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Milano.
In caso di necessità imminente, il Ducato di Modena può esigere la partenza dell'ambasciata di Milano.
L'ambasciatore dispone quindi di una settimana di tempo per lasciare il territorio di Modena.


Articolo quarto - La protezione sul territorio

a)
Il Ducato di Milano si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico del Ducato di Modena su tutto il suo territorio e in ogni situazione, fornendogli una scorta armata ove risultasse necessario.
Il Ducato di Modena si impegna a proteggere e ad aiutare il Corpo Diplomatico del Ducato di Milano su tutto il suo territorio e in ogni situazione, fornendo loro una scorta armata ove risultasse necessario.

b) La persona del rappresentante diplomatico, riconosciuto come tale, è considerata inviolabile. Un attacco contro di essa o una mancata adeguata protezione da parte della provincia ospitante costituisce una grave offesa alla controparte, fornendo loro un'eventuale scorta armata qualora richiesto.


Articolo quinto - L'annullamento del trattato

Se una degli Stati firmatari, desiderasse annullare il presente trattato, deve necessariamente farne dichiarazione scritta all'altra Provincia. Il trattato sarà allora considerato decaduto una settimana dopo la ricezione della suddetta comunicazione.

Articolo sesto - Effetti del trattato

a) Dal momento in cui sono apposti i sigilli delle parti contraenti, il presente trattato sostituisce il precedente, firmato l'11 maggio 1458.

Firmato a Palazzo Ducale, Modena, Ducato di Modena l' 8/8/1462


In rappresentanza del Ducato di Milano:

In nome del Ducato di Milano

Mariano di Bas Lupazzi
Duca di Milano






Gran Ciambellano del Ducato di Milano
Baronessa di Berceto
Cavaliere di Benemerenza del Ducato di Milano



Casimiro D'Avalos
Ambasciatore del Ducato di Milano presso il Ducato di Modena
Visconte di Larciano e Cavriglia
Cavaliere di Benemerenza
Signore di Borgonovo





In rappresentanza del Ducato di Modena:



Duca di Modena
Barone di Sustinente
Barone consorte di Felonica
Cavaliere di Benemerenza del Ducato di Modena





Barone di Polinago
Cavaliere di Benemerenza di Modena
Signore di Camurana, Cortile, Cadelbosco di Sopra e Benedello
Gran Ciambellano del Ducato di Modena




Ambasciatore Modenese presso il Ducato di Milano
Sir Edward Loryx Lancaster



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